assegno_1 balli_1 biciclettata_1 colorando_1 colorando_2 estate_1 fiore_1 manipasta_1 proloco_1 raviole_1 sbandieratori_1 settimana_1 storia_1 uva_1

Villa Donini
La famiglia e la “Tenuta Longara”


 
Fig. 42
 
Fig. 43

 

Fig. 44

 

Fig. 45

 

Fig. 46

 

Fig. 47

 

Fig. 48

 

Fig. 49

 

Fig. 50


La mappa del 2 marzo 1779 offre un’immagine della parte di terreno delimitata a sud-ovest dalla strada pubblica, ora via Guardatello e Via Rosa, e a nord dalla strada per Sala, ora via Valli. In essa si scorge la casa  del Sig. Lodovico Zani, che poi diventò il primo nucleo di Villa Donini.
Accanto al bivio e di fronte alla strada che porta alla chiesa di Longara, si scorge un oratorio preesistente all’attuale.

Nel 1845 questo predio fu acquistato dai coniugi Proder; dieci anni dopo da Giuseppe Crociani, che trasformò la casa, detta del Massaro, in un casino di villeggiatura, chiamato Villa Olmo.

Nel 1863 Savino Donini acquisto questa residenza estiva e il podere vicino. Egli infatti continuò il commercio della canapa, che era stato avviato dal padre Alessandro.
Per incrementare questa lucrosa attività, il genitore intraprendente si era trasferito dal Veneto a Cento, territorio idoneo alla coltivazione di questa pianta, allora molto ricercata per la fibra resistente.

Il loro commercio, che coinvolse due rami della famiglia, si caratterizzò anche per l’esportazione del prodotto. Savino infatti acquistava la canapa lavorata nella provincia di Bologna; il cugino Alessandro si era trasferito a Livorno, dove disponevano di due velieri, che trasportavano negli Stati Uniti la canapa e tornavano carichi di balle di cotone.
Questo commercio molto redditizio durò fino al 1870, periodo in cui  Savino aveva  ampliato il detto primo nucleo, costruendo in buona parte la Villa.

A Bologna, in via Nosadella, i Donini e i fratelli Don Giuseppe e Don Cesare Gualandi avevano acquistato un edificio, già convento delle Monache degli Angeli, in cui i due sacerdoti fondarono nel 1872 l’Istituto Gualandi per Sordomuti.

I Donini furono partecipi a questa opera, a cui aveva pure preso parte, con generosità e fervore, il pittore Alessandro Guardassoni, attratto dal valore morale e religioso di questa opera  di carità.
Savino chiamò l’amico pittore nella villa a Longara, per dipingere il soffitto della loggia al pianterreno, dove il maestro illustrò le figure mitologiche, che mettevano in rilievo lo spirito d’iniziativa e le attività della famiglia.
Cerere simboleggia la fertilità dei campi, Mercurio la prosperità del commercio, Ercole fanciullo lo spirito di intraprendenza. Luigi Samoggia dipinse i decori fastosi della stessa loggia e attorno alle porte.

Savino nel 1869 aveva pure edificato, al posto della cappellina Zani, l’oratorio, inserito nel verde del parco, e il Guardassoni ne dipinse le decorazioni e gli angeli attorno all’immagine della Beata Vergine con Bambino.  
Alla morte di Savino, avvenuta nel 1875, i figli Angelo e Giovanni Battista, ricordarono le virtù e la generosità del genitore, ponendo una lapide in questo oratorio, dedicato alla Madonna di San Luca. Ottennero il privilegio di celebrarvi le sacre funzioni, inoltre il sabato di Pentecoste, l’immagine veniva esposta nella chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo per una settimana, poi riportata in processione nella sua chiesina.

Giovanni Battista sposò Clotilde Calzolari e con i proventi della sua dote egli terminò i lavori di ampliamento della villa, inoltre con la consulenza e gli apporti del fratello Angelo ampliò i possedimenti, formando la Tenuta Longara.
I due sposi ebbero i figli Luigi e Giuseppina. Questa sposò poi il marchese Ermanno Tibertelli, possidente ferrarese e l’11 maggio 1896 divennero i genitori di Luigi Filippo, che, diventato pittore di fama e letterato, assunse il nome di Filippo De Pisis. Nelle sue Memorie ricorda le vacanze estive nella villa degli zii Donini a Longara.

In alcuni suoi disegni descrive il parco, già fatto costruire dal nonno Savino nel 1878 su progetto dell’ingegnere torinese Ernesto Sambuy, che aveva progettato e diretto i lavori nell’ampliamento del Parco del Valentino a Torino e nella costruzione dei Giardini Margherita a Bologna.

Luigi Donini fece della villa il centro agronomico propulsivo della tenuta con sistemi sperimentali nella scelta delle sementi e sociali innovativi nel rapporto con i mezzadri.
Lo stesso Luigi (1864 – 1917) si era laureato in ingegneria e progettò, tra  gli altri, la guglia del campanile di Calderara, effettuando ricerche archeologiche e lavori nel complesso di S. Stefano.

Dal suo matrimonio con Emma Zucchini nacquero i figli Giavanni Battista, Domenico Corrado e Maria Clotilde. Maria Clotilde fu amica del giovane cugino Filippo De Pisis, si interessò di architettura e completò diverse raccolte, tra le quali la più nota è la raccolta di ceramiche dell’epoca bentivolesca. 

In occasione del suo matrimonio con Francesco Saverio Baer di Lipsia il 3 giugno 1924 fece decorare, assieme ai suoi fratelli e in memoria del padre Luigi,  la cappella del Sacro Cuore di Gesù nella chiesa di Longara.
Giovanni Battista, nato nel 1899, dopo aver combattuto nel corpo di artiglieria di montagna, subentrò al padre nella gestione della tenuta in anni ancora favorevoli alla mezzadria.  

Era di temperamento esuberante generoso, amante della buona cucina come delle moto e delle automobili. Nonostante questi aspetti di appariscente originalità, egli ha sempre avuto a cuore la formazione della gioventù e nominò nel suo testamento sua erede universale la parrocchia di S. Michele di Longara, affinché con le entrate di questi terreni, “potesse provvedere all’educazione religiosa e morale dell’infanzia e della gioventù della parrocchia”.

Domenico (1905 – 1985) era ingegnere e uno stimato progettista alla Calzoni. Sposò Maria Luisa Bernardi e divennero i genitori di Luigi ed Emmasofia.
Il Dott Luigi ha fatto eseguire interventi di restauro all’oratorio e alla villa, restituendo alla loro bellezza originaria le strutture annesse, come l’arancera per mettere a riparo le piante di agrumi dal freddo invernale.

Villa Donini e il suo parco, con gli alberi secolari di pregiate qualità, con curate aiuole nei prati e i ruderi di antiche costruzioni, costituiscono non solo un’isola di verde come patrimonio naturalistico, ma sovente e per disponibilità della famiglia, diventano un luogo di incontri per spettacoli musicali e visite d’interesse artistico e botanico.

Fig. 42 - La casa e gli edifici annessi, nel predio detto La Bertolazza del Sig. Lodovico Zani. Nel bivio di fronte alla chiesa di Longara si nota la Cappellina.
Fig. 43 - Villa Donini in una foto del 1890.
Fig. 44 - Nel dipinto è raffigurato un angelo, che porge la corona a Cerere e a Mercurio,  sotto lo sguardo attento di Ercole fanciullo.
Fig. 45 - I decori e i motivi architettonici dipinti da Luigi Samoggia.
Fig. 46 - L’oratorio di Villa Donini in una foto del 1890.
Fig. 47 - Cartolina formata con immagini fotografate nel parco della villa Donini nel 1890.
Fig. 48 - Planimetria della Temuta Longara.
Fig. 49 - L’oratorio dedicato alla B.V. di San Luca, durante i lavori di restauro.
Fig. 50 - La villa vista dal parco.



CREDIT TESTI: Rino Battistini

CREDIT FOTO:
Foto Ghelli - figure: 1 - 8 - 10b - 37
Foto Studio Paride Venturelli - figure: 2 - 4 - 5 - 7 - 9 - 10 - 10a - 14 - 15 - 24 - 35 - 35a - 38 - 39 - 40 - 41 - 42
Salvatore Lumia - figure: 11 - 11a - 11b - 11c - 12 - 23 - 25 - 26 - 26a - 27 - 28 - 34
Franco Trentini - figure: 1a - 3 - 6 - 13 - 16 - 20 - 22 - 29 - 31 - 32 - 42 - 44 - 45 - 49 - 50
Tiziana Bertacci - figure: 30 - 33
Archivio Bassi - figure: 36
Archivio Donini - figure: 43 - 46 - 47 - 48


< VILLE