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Le chiese dedicate a Santa Maria di Calderara


 
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Già nell’alto medioevo questo territorio era chiamato Fundus Calderius, poi con il diffondersi del sistema feudale divenne Curte Calderaria, con una sua sede amministrativa fortificata, detta Tomba Magna.
Dal 1274, assieme ai terreni circostanti, divenne possesso dei Frati Minori di S. Francesco. All’interno delle mura, accanto al loro convento, c’era la chiesa di S. Maria detta di Calderara.
Le dimensioni reali dello stesso complesso appaiono in un disegno di Egnazio Danti del 1578: aveva cinque altari e due campane sulla facciata. Alle sue spalle si notano i resti dell’antica fortezza.

In una mappa del 1607 è raffigurato il nucleo della Chiesa con il convento, attorniati da un appezzamento denominato Serraglio e circondato da un fossato. In fondo si nota il crocevia di Calderara, dove vicino c’erano le botteghe di fabbro e falegname.

A partire dal 1566, il cardinale arcivescovo Gabriele Paleotti nel suo intento di porre ordine nelle chiese gestite dagli ordini monastici, rese sussidiale quella francescana di Calderara alla parrocchiale di Santa Maria Assunta di Borgo Panigale.

Pur con dissidi sulla ripartizione delle elemosine tra i frati e l’arciprete del Borgo, la chiesa e il convento rimasero attivi fino all’arrivo delle truppe francesi in Italia nel 1796. Poco dopo, i governi repubblicani soppressero gli ordini religiosi e i loro beni vennero incamerati dalla Nazione, per essere venduti all’asta.

Agostino Carpi acquistò l’intero complesso e, appena fu certo della validità del suo possesso, fece abbattere la chiesa e costruì una casa padronale con accanto quella per il colono. Nella parte destra dell’edificio sono conservate le fondamenta della Tomba Magna.

Nel 1808 fu eretta la nuova chiesa in posizione più centrale e vicino a un primo nucleo abitato. Intanto la comunità assisteva alle sacre funzioni nell’Oratorio di S. Paolo alle Fosse in via Commenda, percorrendo a piedi un lungo tragitto ed anche  per sentieri in mezzo ai campi.

In seguito all’interessamento dell’Arciprete di Borgo Panigale e con l’aiuto dei proprietari, su terreno donato da Giuseppe Bassi, ne fu eretta una nuova, mentre Don Marco Cesari, pure lui proprietario, fece costruire a proprie spese la sagrestia, la casa del parroco e la base del campanile.

Nel 1849 le fu costruito di fianco il cimitero, con grande sollievo degli abitanti di Calderara, che dovevano portare i loro defunti, con disagi e peripezie, fino a Borgo Panigale.
La chiesa fu poi ampliata nel 1910. Nel 1922, con il generoso aiuto di papa Benedetto XV e della Sig.ra Augusta Giovannini  vedova Sacchetti che ne  costituirono la dote, la chiesa di Calderara divenne parrocchiale; nel 1923 fu dotata del fonte battesimale.

Il primo parroco fu Don Francesco Negrini, che resse la parrocchia fino al 1947. Egli guidò la comunità nel triste periodo della seconda guerra mondiale, in cui il pericolo maggiore giunse dalle incursioni aeree. Causa i bombardamenti  perirono 33 tra parrocchiani e sfollati e solo in quella del 2 maggio 1944 morirono 28 persone, di cui 13 appartenevano alla famiglia Pirani.

Il 15 aprile 1945 pure la chiesa fu distrutta da un’incursione; tra le macerie restò intatta la Madonna con Bambino, patrona della parrocchia, già venerata nella chiesa della Tomba Magna dal ‘700. 

Don Francesco Negrini morì il 3 aprile 1947 e gli successe Don Dante Campagna, già suo cappellano, che promosse la costruzione della nuova chiesa, inaugurata il 6aprile1953.

Il dipinto, al centro dell’abside, fu eseguito da Luciano Bettini e fu dedicato alla B.V. e a Gesù fanciullo. La Madonna, poco più che adolescente, è raffigurata in atteggiamento raccolto di preghiera, con l’eleganza formale della mani giunte e del mantello raccolto sulle spalle.

Gesù apre le braccia al mondo in segno di amore spontaneo, dopo le ferite della guerra. Le due figure creano la linea centrale tra due archi ascendenti di angeli; sullo sfondo si nota un panorama, che comprende la città di Bologna e il colle di San Luca.

Dopo il trasferimento di Don Dante Campagna nella chiesa cittadina di S. Maria della Misericordia, il 19 settembre 1979 il card. Poma affidava la parrocchia a Don Francesco Cuppini.
  
In ricordo dell’inizio del suo ministero a Calderara, nel 1981 egli ha fatto eseguire il recupero di un affresco del ‘400, raffigurante la Madonna con Bambino. Questa immagine è stata estratta da una antica casa di via Valtiera, di proprietà di Fiorigi Bernardini, poi ricomposta  dalla restauratrice equadoriana Marina Dominguez.

L’immagine sacra rappresenta la Vergine con il Bambino in braccio e forma un gruppo armonioso: dal volto delicato della madre, che esprime spiritualità e gentilezza, al corpo ben tornito del figlio.
“Questa immagine – scriveva Don Francesco – ha un profondo senso religioso e teologico: la Vergine in atteggiamento umile presenta il Bambino, che porta i segni della divinità”.

In questi anni è stato costruito il salone e il complesso dei beni parrocchiali; restaurato il campanile storico e tinteggiato di recente l’interno della chiesa. Nel 1985, in seguito al Concordato tra stato e chiesa sulla base della legge n. 222/1985, che ha modificato le normative di gestione dei beni ecclesiastici e del compenso ai sacerdoti, Don Francesco ha avuto la facoltà di conservare o modificare il nome della parrocchia, che dal 1922 era stata dedicata al SS. Nome di Maria; egli le ha così restituito il titolo antico di Santa Maria di Calderara di Reno.

 

Fig. 14 - La chiesa di Calderara, annessa al convento dei Frati Minori di S. Francesco, in un disegno  del 1578.
Fig. 15 - La chiesa di S. Maria e il Convento dei Francescani in una mappa del 1607.
Fig. 16 - L’immagine della casa padronale, costruita dal Carpi, poi divenuta proprietà Levi, in una foto del 1998.
Fig. 17 - La chiesa di S. Maria di Calderara di Reno in una cartolina del 1926. Di fronte ad essa si nota il Monumento ai caduti, opera dello scultore Borghesani (Collezione Franco Trentini).
Fig. 18 - S. Maria di Calderara, dipinta nella prima metà del secolo XVIII, su modello  della Madonna di S. Luca. 
Fig. 19 - La nuova chiesa di Calderara di Reno, nella  foto per l’inaugurazione.
Fig. 20 - La  Madonna e Gesù fanciullo, nel dipinto dietro l’altare.
Fig. 21 - L’immagine quattrocentesca della Madonna con il Bambino, ricomposta in un quadro di cm. 125 x 96.
Fig. 22 - La chiesa parrocchiale di Calderara di Reno dopo i restauri al campanile, alla canonica e alle piazze antistanti.



CREDIT TESTI: Rino Battistini

CREDIT FOTO:
Foto Ghelli - figure: 1 - 8 - 10b - 37
Foto Studio Paride Venturelli - figure: 2 - 4 - 5 - 7 - 9 - 10 - 10a - 14 - 15 - 24 - 35 - 35a - 38 - 39 - 40 - 41 - 42
Salvatore Lumia - figure: 11 - 11a - 11b - 11c - 12 - 23 - 25 - 26 - 26a - 27 - 28 - 34
Franco Trentini - figure: 1a - 3 - 6 - 13 - 16 - 20 - 22 - 29 - 31 - 32 - 42 - 44 - 45 - 49 - 50
Tiziana Bertacci - figure: 30 - 33
Archivio Bassi - figure: 36
Archivio Donini - figure: 43 - 46 - 47 - 48


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